Enrico Benaglia

Enrico Benaglia nasce nel 1938 a Roma dove vive e lavora. Negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, grazie all’autenticità della sua pittura, Benaglia entra in contatto con un mondo culturale di poeti e attori, tra i quali si ricordano Luciano Luisi, Renato Civello, Claudio Rendina, Mario Lunetta, Nanni Fabbri, Riccardo Cucciolla, Gabriella Sobrino, Umberto Serafini e Guido Ruggiero, che contribuiscono allo sviluppo e alla definizione del suo particolare mondo poetico.

A partire dagli anni Ottanta, Benaglia si colloca definitivamente nel panorama artistico nazionale grazie all’individuazione di un’iconografia originale e simbolica, legata al mondo favolistico e mitologico. Il forte successo di pubblico e di critica è confermato dal susseguirsi, a partire dagli anni Novanta, di grandi mostre istituzionali in Italia e all’estero. Tra tutte si ricordano Il salotto incantato presso il Castello de L’Aquila nel 1998, Stati di instabilità permanente presso Villa Letizia a Treviso nel 2000, Il giardino segreto presso il Museo del Vittoriano di Roma nel 2002, Geografia delle emozioni presso il Museo di Santa Maria della Scala a Siena nel 2004, Percorso interiore presso la Pinacoteca civica di Teramo nel 2007, Collages-Paintings presso la Pinacoteca Vitelli di Città di Castello nel 2008, Benaglia’s Circus presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2010, Splendore mediterraneo presso la Camera di Commercio di Catania nel 2011.

Alcuni dei suoi cicli pittorici più famosi sono stati esposti presso sedi atipiche e suggestive quali gli aeroporti Charles de Gaulle di Parigi e il JFK di New York, oltre che in sedi prestigiose come gli Istituti di Cultura Italiana di Strasburgo, di Madrid e di Vienna e ancora l’ambasciata d’Italia di Tallinn.

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Enrico Benaglia nasce nel 1938 a Roma dove vive e lavora. Negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, grazie all’autenticità della sua pittura, Benaglia entra in contatto con un mondo culturale di poeti e attori, tra i quali si ricordano Luciano Luisi, Renato Civello, Claudio Rendina, Mario Lunetta, Nanni Fabbri, Riccardo Cucciolla, Gabriella Sobrino, Umberto Serafini e Guido Ruggiero, che contribuiscono allo sviluppo e alla definizione del suo particolare mondo poetico.

A partire dagli anni Ottanta, Benaglia si colloca definitivamente nel panorama artistico nazionale grazie all’individuazione di un’iconografia originale e simbolica, legata al mondo favolistico e mitologico. Il forte successo di pubblico e di critica è confermato dal susseguirsi, a partire dagli anni Novanta, di grandi mostre istituzionali in Italia e all’estero. Tra tutte si ricordano Il salotto incantato presso il Castello de L’Aquila nel 1998, Stati di instabilità permanente presso Villa Letizia a Treviso nel 2000, Il giardino segreto presso il Museo del Vittoriano di Roma nel 2002, Geografia delle emozioni presso il Museo di Santa Maria della Scala a Siena nel 2004, Percorso interiore presso la Pinacoteca civica di Teramo nel 2007, Collages-Paintings presso la Pinacoteca Vitelli di Città di Castello nel 2008, Benaglia’s Circus presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2010, Splendore mediterraneo presso la Camera di Commercio di Catania nel 2011.

Alcuni dei suoi cicli pittorici più famosi sono stati esposti presso sedi atipiche e suggestive quali gli aeroporti Charles de Gaulle di Parigi e il JFK di New York, oltre che in sedi prestigiose come gli Istituti di Cultura Italiana di Strasburgo, di Madrid e di Vienna e ancora l’ambasciata d’Italia di Tallinn.

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La Galleria Edarcom Europa

Gianfranco Ciaffi fonda quella che oggi è la galleria d’arte EDARCOM EUROPA nel 1974 a Roma. Inizialmente l’attività principale si concentra sull’edizione e la commercializzazione di grafica dei maggiori artisti italiani ed internazionali della seconda metà del ‘900. Ancora oggi la galleria vanta una collezione di litografie, serigrafie ed incisioni, unica per numero e qualità delle opere: ai grandi Maestri del ‘900 si sono andati nel tempo affiancando i lavori di autori tuttora attivi nel panorama contemporaneo.

A partire dalla fine degli anni Ottanta una intensa programmazione espositiva porta negli spazi della galleria d’arte EDARCOM EUROPA in via Macedonia, nel cuore del quartiere Appio Latino, tra la città storica e il Parco dell’Appia Antica, le opere di molti tra i più significativi artisti italiani. La galleria d’arte EDARCOM EUROPA vanta inoltre una consolidata esperienza nell’organizzazione di mostre in spazi museali di primaria importanza.

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Edarcom Europa

Via Macedonia, 12
00179 Roma

Lun. – Ven. 09.00 – 19.00

Renzo Vespignani

Renzo Vespignani nasce a Roma nel 1924. Nel 1929, dopo la morte del padre, stimato chirurgo e cardiologo, si trasferisce con la madre dal quartiere Esquilino a quello più popolare di Portonaccio, dove cresce ed inizia a disegnare durante l’occupazione nazista. Il suo interesse è attratto dalla realtà crudele e patetica di quei drammatici giorni: lo squallore del paesaggio urbano di periferia, le rovine e le macerie causate dai bombardamenti, il dramma degli emarginati e la povertà del quotidiano. In questo periodo l’incisore Lino Bianchi Barriviera lo inizia allo studio della tecnica dell’acquaforte mentre altri importanti punti di riferimento, tra i tanti artisti dell’epoca dei quali frequenta gli studi a via Margutta, sono Alberto Ziveri e Luigi Montanarini oltre agli espressionisti tedeschi come Otto Dix e George Grosz.

Nel 1945, nell’immediato dopoguerra,  tiene la sua prima personale in una galleria romana ed inizia a collaborare con diverse riviste politiche e letterarie per le quali scrive e realizza illustrazioni e disegni satirici. In questi anni si iscrive al Partito Comunista che abbandona nel 1958 in seguito ai fatti d’Ungheria. Con altri artisti quali Piero Dorazio, Achille Perilli, Marcello Muccini, Armando Buratti e Graziella Urbinati fonda il gruppo Arte sociale.

A partire dalla fine degli anni Quaranta, parallelamente alla ricchissima attività espositiva in gallerie di tutta Europa, chiamato da registi del calibro di Luchino Visconti, inizia a cimentarsi nella realizzazione di importanti scenografie per il teatro: tra le più importanti si ricordano le scene per I giorni contati e L’assassino di Elio Petri, Maratona di danza e Le Bassaridi di Hans Werner Henze, I sette peccati capitali e La madre di Bertolt Brecht, Jenufa di Leoš Janáček.

All’inizio degli anni Sessanta con gli artisti più rappresentativi della cosiddetta nuova figurazione, quali Ugo Attardi, Ennio Calabria, Corrado Gianquinto, Piero Guccione, e Fernando Farulli e con il contributo di critici come Antonio De Guercio, Dario Micacchi e Duilio Morosini, fonda il gruppo Il pro e il contro. Tra i cicli pittorici più importanti realizzati ed esposti in gallerie e musei italiani ed internazionali si ricordano Imbarco per Citera del 1969 riguardante il ceto intellettuale coinvolto nel ‘68,  Album di famiglia del 1971, un ritratto polemico della sua quotidianità, Tra due guerre del 1975, un’analisi inflessibile sul perbenismo e l’autoritarismo piccolo-borghese negli anni del fascismo in Italia, Come mosche nel miele del 1984, dedicato all’amico Pier Paolo Pasolini e alla sua poetica, e Manatthan Transfer del 1991. dove si sofferma sulle atmosfere e le contraddizioni percepite durante un viaggio negli Stati Uniti. Grande è il suo legame con la letteratura tanto che, per mezzo dell’acquaforte, tecnica per la quale viene riconosciuto come uno dei più grandi incisori contemporanei, illustra il Decameron di Giovanni Boccaccio, poesie e prose di Giacomo Leopardi, le Opere Complete di Vladimir Majakowskij, i Quattro Quartetti di Thomas Stearns Eliot, i Racconti di Franz Kafka, i Sonetti di Gioacchino Belli, le poesie di Giacomo Porta, il Testamento di François Villon e La Question di Henri Alleg.

Partecipa quattro volte alla Biennale di Venezia (1950, 1954, 1960, 1984) e cinque volte alla Quadriennale di Roma (1956, 1959, 1965, 1972, 1986). Nel 1999 viene eletto Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca e nominato Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Renzo Vespignani muore a Roma nel 2001.

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Lino Tardia

Lino Tardia nasce a Trapani nel 1938. Conseguita la maturità artistica, rifiuta l’incarico di docenza in Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Palermo e si trasferisce a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Qui conosce Renato Guttuso, del quale è prima allievo e poi assistente. Il realismo guttusiano ne influenza il linguaggio che inizialmente si concentra sulla realizzazione di paesaggi siciliani connotati dalla vivacità della tavolozza e dalla pulizia delle linee.

Inizia ad esporre alla fine degli anni Cinquanta e tiene la sua prima personale all’inizio degli anni Sessanta. Sono gli anni della Dolce vita e Lino Tardia entra in contatto e stringe rapporti di amicizia con molti dei più noti personaggi dello spettacolo, del cinema e della cultura. Nella metà degli anni Sessanta, passando per un breve periodo informale, abbraccia l’idea di una nuova figurazione secondo la maniera di Francis Bacon, che conosce durante un soggiorno a Londra. In una continua evoluzione ispirata ad una convivenza tra architetture geometriche e profondità metafisiche, Lino Tardia approda alla ricerca più recente a partire dalla fine degli anni Settanta. L’esperienza giovanile di assistente agli scavi del sito archeologico di Mozia, l’antica città fenicia sull’isola di San Pantaleo vicino Trapani, riaffiora attraverso il ricordo della scultura antropomorfa della Madre fenicia (V-VI secolo a.C.) il cui plasticismo figurativo, in equilibrio tra linee arcaiche e stilizzate, ne ispira lo stile pittorico. Temi quali la memoria, il legame ancestrale con la natura della terra siciliana, il mito dell’Iliade e dell’Odissea, divengono centrali nel linguaggio della maturità che si compone non più solo di pittura ma anche di interventi scultorei applicati sulla tela e realizzati con materiali vinilici esaltati dalla foglia d’oro zecchino.

Tra le tante mostre in Italia e all’estero (Londra, Parigi, New York, Chicago, Houston, Ottawa, Tripoli) si segnalano, come tappe più significative, la personale In viaggio con i Fenici presentata nel 1996 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto e nel 1997 al Convento San Rocco di Trapani, e l’antologica La scatola dei miti presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma nel 2009. Lino Tardia ha ricoperto, tra il 2001 e il 2008, l’incarico di docente di pittura presso la RUFA (Rome University of Fine Arts) e del suo lavoro si sono occupati alcuni tra i più importanti esponenti della critica nazionale. Nel 2003 è stato insignito della Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura della Presidenza della Repubblica Italiana. Lino Tardia vive e lavora a Ciampino.

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Mariarosaria Stigliano

Mariarosaria Stigliano nasce a Taranto nel 1973. Seppur attratta fin dall’infanzia alle discipline artistiche, si trasferisce a Roma per studiare Giurisprudenza all’Università La Sapienza. Conseguita la laurea in Legge, decide di iniziare un nuovo percorso più confacente ai propri desideri e si iscrive alla RUFA (Rome University of Fine Arts) e successivamente ottiene l’abilitazione all’insegnamento delle discipline pittoriche.

Interessata alla transitorietà della figura umana in contesti urbani, relitti industriali ed interni di stanze, sviluppa una personale tecnica in cui la superficie è graffiata da una combinazione di grafite, olio e smalti industriali. Le sue immagini, immerse in inquiete e vibranti atmosfere, catturano lo sguardo e rimangono sospese in inquadrature estranianti a metà tra il sogno e la veglia. Nel 2007 vince il premio Massenzio Arte e da allora partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra gli spazi di maggior prestigio che hanno ospitato i suoi lavori in occasione di mostre collettive si segnalano i Musei di San Salvatore in Lauro di Roma nel 2009, la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia  e il Mueo Venanzo Crocetti di Roma nel  2011, il MLAC  – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma nel 2013. Sono del 2011 due importanti mostre personali: Fabbrica Città presso il Castello Aragonese di Taranto e Music Box presso L’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà in Colombia. Sempre nel 2011, è tra i primi artisti invitati in Cina, ad Hangzhou, per il progetto Seguendo il cammino di Marco Polo e partecipa, in Germania, al Simposio Artistico Internazionale di Wittingen/Luben, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg. Torna in Germania anche tra il 2012 e il 2014 per le personali Reportage di un sogno presso L’istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg, Una Nuvola sulla Luna in una galleria di Berlino e Lezioni di Volo presso il Castello Neuhaus di Wolfsburg. Mariarosaria Stigliano vive e lavora a Marino.

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Cynthia Segato

Cynthia Segato nasce a Roma nel 1958. Diplomata al Liceo Artistico e laureata in Astronomia, frequenta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Contemporaneamente all’attività pittorica, approfondisce l’interesse per la grafica frequentando diversi laboratori d’incisione tra cui la Calcografia Nazionale.

Inizia ad esporre giovanissima prendendo parte a mostre collettive in diverse località italiane. Nelle sue opere Cynthia Segato utilizza un linguaggio immaginario e fiabesco, proponendo tematiche figurative mediante una simbologia che include i concetti di tempo e di spazio. Uno spazio in continua fluttuazione nel quale sono evidenti orologi, meridiane, clessidre, maschere e figure archetipali. L’interesse e lo studio delle scienze matematiche ed astronomiche entrano nelle atmosfere che rappresenta dove oggetti cosmici, costellazioni, nastri di Moebius, geometrie fantastiche e spazi non euclidei, convivono con le ricerche sui solidi platonici, sulla formazione della materia e sulle polveri stellari. L’interesse per l’illustrazione per l’infanzia avvicina la sua ricerca all’interpretazione di antiche filastrocche e alla composizione di nuove. Tiene la sua prima personale, intitolata Meccaniche celesti nel 1989, Nel corso degli anni Novanta partecipa a numerose iniziative artistiche e culturali nell’ambito delle quali espone il ciclo Il tesoro di Eolo prima a Lipari e successivamente nello spazio Fiat Arte di Roma, l’opera Aprite le porte alla vita in occasione di un evento alla presenza di Papa Wojtyla, il ciclo Giochi d’acqua presso la Villa Gregoriana di Tivoli.

Nei primi anni  Duemila comincia la collaborazione con la galleria d’arte Edarcom Europa che cura ed ospita le mostre personali più importanti degli ultimi anni: Bugie cosmiche nel 2002, presentata da Gabriele Simongini, Frammenti d’Infinito – Attraversando lo Spazio-Tempo leopardiano nel 2004, presentata da Renato Civello, Microcosmi Quotidiani nel 2008, Uva d’Alberi nel 2010, Siparietti Cosmicomici nel 2012 e Squilibri Planetari nel 2013. Viene inoltre invitata a presentare le sue opere in occasione di importanti ricorrenze ed eventi culturali, storici e sportivi. Nascono così Five Cosmic Rings (Beijing 2008) per le Olimpiadi di Pechino, Un Gioco da favola per tutti per i Campionati Italiani di Bocce nel 2009 e Teatrino di Anita: 1861-2011 – Cucire e ricucire l’Italia per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Infine, nel corso degli anni, in esclusiva per le edizioni della galleria Edarcom Europa, realizza oltre venti tra litografie ed incisioni ispirate soprattutto alle tematiche della poetica di Giacomo Leopardi e alle fiabe di Pinocchio e Alice nel pese delle meraviglie.  Cynthia Segato vive e lavora a Roma.

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Aligi Sassu

Aligi Sassu nasce a Milano nel 1912. Nel 1921 la famiglia si trasferisce a Thiesi in Sardegna, terra d’origine del padre, e vi rimane per tre anni. Proprio qui avviene il primo incontro con i cavalli e con i colori forti del paesaggio mediterraneo che caratterizzeranno il suo linguaggio pittorico. Tornato a Milano, l’amicizia tra il padre e Carlo Carrà lo avvicina alla conoscenza del Futurismo e nel 1928, accompagnato da Bruno Munari, incontra Filippo Tommaso Marinetti che lo segnala per la Biennale di Venezia.

Nel 1929 si iscrive all’Accademia di Brera, dove conosce Lucio Fontana, ma le ristrettezze economiche lo costringono ad abbandonare i corsi del prestigioso istituto. Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta espone per la prima volta alcune sue opere in due prestigiose gallerie milanesi. Nel 1934 soggiorna per tre mesi a Parigi dove approfondisce lo studio dei pittori impressionisti e comincia a militare attivamente contro il fascismo. A causa delle sue posizioni e delle sue attività di diffusione di stampa clandestina viene arrestato nel 1937 e trasferito prima nel carcere romano di Regina Coeli e successivamente a Fossano, vicino Cuneo, dove verrà liberato solo nel 1938 grazie all’intercessione di Marinetti per la concessione della grazia regia. Rimane sorvegliato speciale, condizione che lo limita nella frequentazione di luoghi pubblici e nell’esposizione delle sue opere. Negli anni della sua reclusione viene fondato a Milano il movimento culturale ed artistico di Corrente cui Aligi Sassu aderisce presentando una mostra negli spazi della Bottega di Corrente nel 1941. In questi anni vive prima a Zorzino, sul lago d’Iseo, poi, dopo la fine della guerra, a Milano, nel 1947 a Castel Cabiaglio, in provincia di Varese, e poco dopo ad Albissola, sulla costa ligure. Nel 1954 incontra per la prima volta Picasso durante un soggiorno a Vallauris in Francia. Nel 1964 compra una casa sull’isola di Mallorca, in Spagna, luogo che, per i colori ed i paesaggi, amerà per tutta la vita come una seconda Sardegna.

Tra le mostre ed i riconoscimenti più importanti si segnalano l’antologica che nel 1984 viene presentata prima a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, poi a Castel Sant’Angelo di Roma ed infine a Palazzo Reale di Milano, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano nel 1986, l’acquisizione da parte del Museo Puskin di Mosca di alcune opere del ciclo de La Divina Commedia, la realizzazione del murale in ceramica di 150 metri per il Parlamento Europeo di Bruxelles, la nomina a Cavaliere della Gran Croce da parte del Presidente della Repubblica nel 1995, l’antologica a Palazzo Strozzi di Firenze nel 1999 e, post mortem, l’assegnazione della Medaglia d’Oro per i Benemeriti dell’Arte e della Cultura della Presidenza della Repubblica nel 2005. All’estero, Aligi Sassu ha esposto in Spagna, Germania, Canada, Russia, Brasile, Colombia, Argentina e Svizzera. Proprio in Svizzera, in seguito alla donazione da parte dell’artista di un nucleo storico di  circa 360 opere alla Città di Lugano, viene istituita nel 1996 la Fondazione che porta il suo nome. Aligi Sassu muore nella sua casa a Can Marimon a Pollença, sull’isola di Mallorca, nel 2000.

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Sebastiano Sanguigni

Sebastiano Sanguigni nasce a L’Aquila nel 1931. Vive prima a Milano, poi, ancora giovane, si trasferisce a Roma. Nei primi anni Settanta comincia a frequentare l’ambiente artistico della capitale ed in particolare stringe forti legami di amicizia e reciproca stima professionale con Franz Borghese, Carlo Roselli ed Ennio Calabria.

La ricerca pittorica di Sebastiano Sanguigni nasce da un moto interiore dell’anima; armonie e plasticità sono cariche di una tensione velata, di un impalpabile senso di struggente malinconia, riconducibile ad un dualismo irrisolto tra arte e vita. Da un mondo fantastico di impasti cromatici emergono forme improvvise, figure fluttuanti che si adagiano, si sovrappongono, si dissolvono nella luce per poi di nuovo intrecciarsi in morbidi vortici di linee e colori.

Espone in gallerie e spazi museali in Italia e all’estero e nel 2001 si trasferisce per due anni in Brasile. Tra i critici e le personalità della cultura che si sono interessarti al suo lavoro si segnalano Ugo Moretti, Toni Bonavita, Ennio Calabria, Alessandro Masi, Luigi Tallarico e Mario Lunetta. Sebastiano Sanguigni muore a Roma nel 2012.

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Carlo Roselli

Carlo Roselli nasce a Milano nel 1939. Ancora adolescente si trasferisce con la sua famiglia a Roma, dove intraprende gli studi classici e comincia ad interessarsi alla pittura. Dopo la maturità si iscrive con scarso entusiasmo prima a Giurisprudenza e poi a Scienze Politiche,  ed inizia ad appassionarsi al teatro tanto che con un gruppo di amici forma una piccola compagnia con cui mette in scena Shakespeare, Baudelaire, Ionesco ed altri.

Nei primi anni Sessanta abbandona definitivamente gli studi e parte per Parigi per approfondire la conoscenza sia della pittura che del teatro. Stringe rapporti di amicizia e di lavoro con artisti e altri personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo. L’ambiente parigino lo influenza soprattutto nella pittura con un continuo richiamo alle atmosfere dei fumosi caffè primi Novecento che divengono uno dei temi principali del suo immaginario artistico. Sempre a Parigi conosce la londinese Susan Jane Beswick, che sposa dopo qualche anno in Inghilterra e che diviene la sua compagna di vita. Dopo tre anni a Parigi si reca a Londra per un anno e, dopo diversi viaggi per il mondo, sul finire degli anni Sessanta si stabilisce definitivamente a Roma. Qui comincia a dipingere con maggiore impegno ed alterna alla pittura periodi di intensi studi filosofici e scientifici, senza tralasciando la passione per il teatro. Ed è ancora il teatro a fornirgli importanti elementi, oggi noti per i conoscitori delle sue opere: nascono così i suoi personaggi con il loro continuo mutare della mimica, dove Roselli individua i canoni degli atteggiamenti umani e li miscela, con sapienza da maestro, con l’espressività cromatica, che ci parla al di là del dato conoscibile, come un pensiero intuito, un discorso non letto ma percepito. Nei primi anni Settanta frequenta i corsi della Scuola Libera del Nudo e Decorazione presso l’Accademia delle Belli Arti di Roma.

Nel 1973 tiene la sua prima personale in una galleria di via Margutta e da allora espone con crescente successo di pubblico e critica in gallerie e spazi pubblici europei ed americani. Carlo Roselli vive e lavora a Roma.

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Aldo Riso

Aldo Riso nasce nel 1927 a Santa Maria di Leuca nella provincia di Lecce. Si applica negli studi fino al perseguimento della laurea in Giurisprudenza ma parallelamente approfondisce, sin da giovanissimo, la conoscenza delle tecniche pittoriche prediligendo la tecnica dell’acquerello per ritrarre i famosi scorci della sua Puglia e dell’Italia meridionale più in generale.

Tiene la sua prima mostra nel 1956 ed il suo immaginario artistico lo consacra ad un notevole successo di mercato che lo porta ad esporre oltre che in Italia anche in  Germania, Austria, Francia, Grecia, Serbia, Spagna, Canada, Stai Uniti, Messico, Argentina e Sud Africa. Nei primi anni Settanta viene invitato a realizzare una grande opera murale ad Ustica e l’amore per quest’isola lo accompagnerà per tutta la vita. La sua ricerca si caratterizza per una pittura chiara, intensa, solare, ove i paesaggi sono inondati dalla luce che solo l’acquerello può rendere nelle sue tipiche trasparenze. Case, barche e pescatori respirano rarefatti e sospesi sotto cieli implacabili e davanti a mari cristallini.

Al suo lavoro si interessano importanti firme della critica e famosi personaggi della cultura e dello spettacolo. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. Aldo Riso muore a Roma nel 2008.

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Domenico Purificato

Domenico Purificato nasce a Fondi, in provincia di Latina, nel 1915. Conseguita la maturità classica si dedica alla pittura pur continuando gli studi in giurisprudenza. Nel 1934 si trasferisce a Roma dove conosce il compaesano Libero de Libero che lo introduce nell’ambiente artistico della Scuola Romana.

Espone per la prima volta nel 1936 presso la galleria La Cometa di Roma. Artista poliedrico, dal 1940 al 1946 collabora alla redazione della rivista Cinema. Nel dopoguerra consolida la propria posizione nel panorama nazionale esponendo insieme ad altri importanti artisti dell’epoca. A Roma ispirato del neorealismo, immortala nelle sue tele gente del popolo, figure e scene campestri della vita quotidiana. Aderisce al Partito Comunista da cui si dimette nel 1956 assieme ad alcune altre personalità della cultura, a causa del dissenso per i fatti d’Ungheria. Prende parte a sei edizioni della Quadriennale di Roma (dal 1943 al 1965) e a quattro edizioni della Biennale di Venezia (dal 1948 al 1954). Mantiene contatti costanti con il territorio ciociaro e viene chiamato, insieme ad altre importanti figure della cultura e dell’arte, a far parte delle commissioni esaminatrici della mostra Ciociaria vi presenta tenutasi a Roma presso Palazzo delle Esposizioni nel 1962, e del concorso Pittura in Ciociaria tenutosi presso l’Abbazia di Casamari nel 1963. Nella sua ricerca diventa centrale l’indagine sul rapporto viscerale, senza tempo, spesso conflittuale, tra l’uomo, la propria terra, la natura ed il mondo animale nonché il divario tra natura e progresso. Nel 1972 viene nominato direttore dell’Accademia di Brera a Milano dove rimane in carica fino al 1980. Disegna scenografie e costumi per il teatro e , negli stessi anni, realizza il mosaico nella lunetta del duomo medievale di Fondi, città natale in cui istituisce anche il premio per la drammaturgia e lo spettacolo La Pastora.

Tra le mostre più importanti si segnalano le antologiche presso Palazzo Reale di Milano nel 1974,  Castel Sant’Angelo di Roma nel 1983 e Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1984. Nello stesso anno Domenico Purificato muore a Roma. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.

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Salvatore Provino

Salvatore Provino nasce a Bagheria, vicino Palermo, nel 1943. Nel 1962 si trasferisce a Roma dove frequenta lo studio dell’illustre concittadino Renato Guttuso. Nel 1964 in una galleria romana, tiene la sua prima personale ispirata ai luoghi ed ai personaggi della sua infanzia. La dimensione rurale della Sicilia del tempo, i volti dei contadini scavati dalla fatica, la figurazione di Mario Sironi e Francis Bacon influenzano profondamente la sua formazione artistica e le tematiche del suo lavoro fino all’inizio degli anni Settanta. Nel 1974, a seguito di una costante frequentazione con il matematico-filosofo Lucio Lombardo Radice, attinge alla teoria di Lobacevskij circa la sfericità del corpo e la geometria intesa come struttura dello spazio fisico. Nelle sue opere di questo periodo la geometria diviene sferica, le strutture sembrano levitare, le forme dinamiche, in una ricerca concettuale dove la matematica assomiglia sempre di più all’arte per l’essenza intuitiva e creativa come origine di ogni percorso teorico ed empirico. Nel 1979, dopo un viaggio in Perù, nella sua pittura comincia una straordinaria dialettica tra le geometrie e la filosofia, tra il visibile e l’invisibile. Inizia così il periodo della piena maturità dove la pittura fatta di materia e colore diviene lo strumento principe per sviscerare quella ricerca espressiva di un mondo dinamico e infinito, attraverso la maniacalità dell’esecuzione pittorica e la gestualità del segno.

Tra le tante mostre in prestigiosi musei italiani ed internazionali si segnalano la personale a Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1979, Terra presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1991, Fuochi ed altre folgori a Palazzo dei Normanni di Palermo nel 2001, la personale come primo artista occidentale al Museo Nazionale della Storia Cinese di Pechino nel 2002 e nello stesso anno a Palazzo del Senato di Milano, Sedimenti della materia a Castel dell’Ovo di Napoli nel 2003, nel 2005 di nuovo in Cina al Guandong Museum of Modern Art di  Guangzhou, Effetti collaterali a Palazzo Sant’Elia di Palermo nel 2012, Attraversando la natura presso il Gedung Arsip Nasional Museum di Jakarta nel 2013. Salvatore Provino vive e lavora a Roma.

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Ernesto Piccolo

Ernesto Piccolo nasce a Zagarise, in provincia di Catanzaro, nel 1936 e ancora molto giovane si trasferisce con la famiglia a Firenze dove si forma presso l’Istituto d’Arte e successivamente presso l’Accademia di Belle Arti.

Comincia ad esporre negli anni Sessanta e nello stesso periodo conosce il poeta Mario Luzi con il quale stabilisce un duraturo rapporto di amicizia e collaborazione. Frequenta assiduamente il Gabinetto Vieusseux dove viene in contatto con diversi intellettuali dell’epoca tra cui Bonsanti, Capocchini, Federici, Batocchi e Giamperi, il confronto con i quali contribusce alla definizione del suo linguaggio pittorico. Proprio al Gabinetto Vieusseux espone nel 1975 il ciclo Suggestioni ispirato alla poetica di Luzi. Esercita inoltre da titolare di cattedra l’insegnamento delle tecniche d’incisione presso le Accademie di Belle Arti di Palermo, Venezia e Firenze.

Del suo lavoro si sono occupate molte firme illustri della critica. Tra le mostre personali più importanti degli ultimi anni si ricordano l’antologica Una grande avventura lirica e umana presso Palazzo Piccolomini di Pienza nel 2002, I luoghi della mente tra luce e colore presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze nel 2010, e sempre a Firenze La poetica del colore e della forma presso Palazzo Medici Riccardi nel 2013 e  Compenetrazioni cromatiche prezzo Palazzo Panciatichi nel 2016. Ernesto Piccolo vive e lavora a Firenze.

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Sigfrido Oliva

Sigfrido Oliva nasce a Messina nel 1942 e cresce a Barcellona Pozzo di Gotto. Amante del disegno fin da bambino, a sedici anni inizia a frequentare i corsi serali della locale Scuola di Arti e Mestieri.

Nel 1961 si trasferisce a Roma dove partecipa ad alcune mostre collettive e, per mantenersi, lavora per pochi anni presso uno studio di restauro. Nel 1966 si iscrive ai corsi della Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente amplia lo studio di tecniche quali l’acquerello, l’acquaforte, la litografia e la linoleografia. Entra in contatto con importanti artisti, critici d’arte ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo e nel 1969 tiene la sua prima mostra personale in una galleria romana. Fin dagli anni Settanta espone con crescente successo di pubblico in numerose gallerie in Italia e all’estero attirando sul proprio lavoro l’attenzione di importanti firme dell’arte e della critica che unanimi lo reputano disegnatore eccellente ed incisore di non comune talento.

Tra tutti si ricordano Elio Mercuri, Carlo levi, Domenico Purificato, Mino Maccari, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Alfonso Gatto, Enzo Siciliano, Renzo Vespignani, Bruno Caruso, Renato Civello, Luigi Tallarico, Enzo Bilardello, Raffaele De Grada, Costanzo Costantini, Gabriele Simongini, Claudio Strinati e Giuseppe Di Stefano. Sigfrido Oliva vive e lavora a Roma.

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Mauro Molle

Mauro Molle nasce a Roma nel 1977. Dopo il diploma presso il Liceo Artistico Alessandro Caravillani si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma dove approfondisce lo studio delle tecniche di pittura ed incisione. Dopo gli studi accademici vince il concorso per la Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca dello Stato e comincia a collaborare con una storica stamperia d’arte romana. La sua ricerca si concentra sull’evoluzione e la deformazione della figura umana, argomento alla base della tesi in Accademia, attraverso la convivenza tra la raffigurazione anatomica di stampo classico e una personale visione astratta degli spazi.

Inizia ad esporre nel 1998 dapprima soprattutto a Roma e successivamente in spazi pubblici e privati nel resto d’Italia e all’estero in Inghilterra, Germania, Belgio e Turchia. Alla fine del 2018 partecipa al programma di residenze Atelier del MACRO – Museo d’arte contemporanea di Roma.

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Maurizio Massi

Maurizio Massi nasce a Roma nel 1938. Frequenta la Scuola Libera di Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e alla fine degli anni Cinquanta inizia ad esporre in diverse gallerie romane. Stringe rapporti di grande amicizia con importanti artisti ed intellettuali dell’epoca che contribuiscono alla composizione del suo immaginario pittorico.

Predilige la tecnica ad olio che, attraverso l’utilizzo di pennelli dalla punta sottile, stende senza sbavature su tele di piccolo formato. Preziose scene surreali si popolano di personaggi che con leggerezza ed elegante irriverenza delineano vizi e virtù del genere umano. Nascono così i temi dei Pierrot, delle Suorine, dei Clown, delle Architetture e dei Musei che lo introducono nei circuiti del collezionismo internazionale, soprattutto americano.

Opere uniche

Opere grafiche

Piero Mascetti

Piero Mascetti nasce nel 1963 a Roma. Attratto dall’arte e dalle espressioni creative fin dall’infanzia, intraprende un percorso formativo in gran parte autodidatta, apprendendo le tecniche della pittura e del disegno nel corso di un’esperienza come assistente di un anziano restauratore. Lo studio delle tecniche pittoriche classiche, la curiosità e l’approfondimento del Barocco romano, hanno un forte impatto sulla sua personalità artistica e sul suo stile. L’estrema periferia romana da cui proviene gli garantisce un serbatoio di spunti scenici che sono l’elemento principale della sua produzione pittorica: la città dei margini, le creature che la popolano con i loro problemi, le loro vite tra strade e case figlie di un’edilizia spontanea, legata a sofferenze e bisogni. La determinazione nella ricerca di un linguaggio artistico, che colleghi le antiche tecniche della pittura ad olio con la necessità di un’espressione contemporanea, lo accompagna in tutto il suo processo creativo.

Tra gli eventi di maggior rilievo si ricordano le personali al Palazzo Comunale di Cerveteri nel 1997, al Palazzo Ducale dei Rospigliosi di Zagarolo nel 1999, al Chiostro di San Cosimato e alla Sala Santa Rita di Roma nel 2000, al Palazzo Morpurgo di Trieste nel 2001, al Palazzo del Senato di Milano nel 2005, la partecipazione al programma Alitalia per l’Arte nelle sedi dell’aeroporto Torino Caselle e dell’aeroporto Eleftherios Venizelos di Atene nel 2002, la partecipazione alla XIV^ Quadriennale di Roma (Anteprima Napoli) nel 2003 e a premi nazionali quali il Premio Sulmona (XXXI°, XXXVI°, XL°), il III° Premio Ferruccio Ferrazzi di Sabaudia, il I° Premio Corrado Cagli di Ancona, il XVII° Premio Campomarino, la selezione da parte della Rai, nell’ambito del progetto Magazzini Einstein, per il  documentario The making of – Artisti al lavoro andato in onda su Rai Uno e Rai Tre nel 2007, l’assegnazione del XXVIII° Premio Città di Roma nel 2002 e del Premio Personalità Europea 2008 per la pittura, la selezione per il Premio della Camera dei Deputati per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011 e nello stesso anno la personale al Museo d’Arte Contemporanea dell’Accademia d’Egitto di Roma. Fuori dai confini nazionali si segnalano la partecipazione come unico rappresentante italiano al 1° Luxor International Painting Symposium in Egitto nel 2008, la selezione per la rassegna internazionale In memoria della Shoah tenutasi a Tel Aviv nelle sedi del Museo Old Jaffa, del Museo Ramat Gan e del Museo Beit Ha’Ir nel 2010, l’invito al programma di residenza d’artista nell’ambito del progetto Seguendo il cammino di Marco Polo ad Hangzou in Cina nel 2011. Nel 2013 torna al Museo Beit Ha’Ir Tel Aviv per la mostra Libro d’Arte e d’Artista. Nel 2014 l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut organizza la personale Mediterranean Messis al Museo della Fondazione Audi.

Tra i tanti critici e storici d’arte che hanno scritto e si sono occupati del suo lavoro si ricordano Marco Tonelli, Carlo Fabrizio Carli, Claudio Strinati, Gino Agnese, Riccardo Notte, Salvatore Italia, Renato Civello, Elio Mercuri, Gabriele Simongini, Andrea Romoli Barberini, Giuseppe Di Stefano, Maria Paola Orlandini, Vittorio Esposito, Massimo Duranti, Massimo Rossi Ruben e Raffaele Cavaliere. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.

Opere uniche

Piero Mascetti | Magazzini Einstein

Franco Marzilli

Franco Marzilli nasce a Roma nel 1934. Riceve la prima formazione artistica frequentando la Scuola Preparatoria alle Arti Ornamentali di Roma, proseguendo una personale ricerca pittorica ispirata alle atmosfere tipiche degli artisti della Scuola romana.

Inizia ad esporre nel 1962 in diverse gallerie italiane e tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta viene invitato a presentare il suo lavoro a New York, Londra e Parigi dove risiede per un breve periodo. Tornato in Italia, si trasferisce a vivere nella campagna della Sabina, prima a Casperia e successivamente a Poggio Mirteto dove amplia lo studio della scultura applicata sia al bronzo che alla ceramica. Attraverso l’utilizzo di colori ottenuti dal sapiente dosaggio manuale di terre ed oli stesi sulla tela con morbide pennellate, Marzilli rinnova i temi classici restituendo le tipiche dimensioni degli scorci urbani, soprattutto romani, delle ballerine a riposo, delle composizioni di frutta e dei paesaggi della campagna sabina. Tra i temi della maturità si affacciano i cavalieri, figure a cavallo tendenti ad una sorta di astrazione, dei quali lascia la testimonianza più importante in un grande mosaico, realizzato nei primi anni Duemila a Tivoli, in Piazza Giuseppe Garibaldi.

Tra le tante mostre in gallerie private e spazi pubblici si segnalano le personali presso il College of Arts, Humanities and Social Sciences dell’Università di Cardiff nel 1973 e presso la Sala de Exposiciones della Città di Buenos Aires nel 1997. Tra i numerosi nomi illustri della critica che si sono occupati del suo lavoro si menzionano Carmine Benincasa, Toni Bonavita, Carlo Fabrizio Carli, Costanzo Costantini, Floriano De Santi, Carlo Giacomozzi, Sebastiano Grasso, Michelangelo Masciotta, Ruggero Martines, Carlo Melloni, Dario Micacchi, Terence Mullaly, Edith Schloss, Guglielmo Petroni, Marcello Venturoli e Max Wykes-Joice. Franco Marzilli muore a Poggio Mirteto nel 2010.

Opere uniche

Opere grafiche

Andrea Marcoccia

Andrea Marcoccia nasce a Roma nel 1974. Si forma da autodidatta muovendo i primi passi nella cosiddetta street art, dedicandosi a quella forma di pittura clandestina in luoghi urbani abbandonati che tanto influenza gli artisti della sua generazione.

Facendo tesoro delle sperimentazioni di writing, dal 2002 si dedica completamente al disegno e alla pittura e quelli che prima erano i supporti del suo lavoro, quegli scorci urbani fatti di capannoni dismessi, fabbriche abbandonate e strade periferiche, diventano gli elementi tipici di una rinnovata ricerca artistica. Inizia ad esporre con successo nel 2007 allacciando rapporti con diverse gallerie italiane e suscitando l’interesse di critici e collezionisti. Andrea Marcoccia vive e lavora a Roma.

Opere uniche

Ivan Jakhnagiev

Ivan Jakhnagiev nasce a Sofia, in Bulgaria, nel 1948. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Sofia, inizia un’intensa attività espositiva che nel corso di quarant’anni  di carriera lo porterà in gallerie e spazi pubblici di tutta Europa. Artista di grande carattere, considerato uno dei maggiori rappresentanti della pittura contemporanea bulgara, eclettico e creativo, contamina il linguaggio pittorico tradizionale con performance di forte impatto sociale .

Negli anni Novanta è tra i primi a sperimentare la cosiddetta body painting in Bulgaria.  La sua ricerca artistica è incentrata sul valore  e l ’essenza del colore e sulla leggerezza e la complementarietà delle forme. I temi più importanti del suo immaginario compongono veri e propri cicli pittorici riconducibili soprattutto ai titoli  Erotica, Primavera, Figure e Monasteri.

Tra le mostre più importanti si ricordano l’antologica promossa dalla Presidenza della Repubblica di Bulgaria nelle sale del Parlamento bulgaro nel 2004 e United colors insieme al figlio Alexander Jakhnagiev, pittore a sua volta oltre che giornalista, negli spazi espositivi del  Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2017. Ivan Jakhnagiev vive e lavora tra Roma e Sofia e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private di tutta Europa.

Opere uniche

Renato Guttuso

Renato Guttuso nasce nel 1911 a Bagheria, città che continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. Già nel 1924, appena tredicenne, comincia a firmare e datare i propri quadri, per lo più piccole tavolette dove copia i paesaggisti siciliani dell’Ottocento. Negli anni seguenti comincia a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e l’ambiente artistico palermitano.

Nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva. Nel 1931 partecipa alla Quadriennale di Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani dell’epoca. L’anno seguente partecipa con altri pittori siciliani ad una mostra organizzata dalla Galleria del Milione di Milano e, trasferitosi a Roma, comincia a frequentare Mario Mafai, Francesco Trombadori, Corrado Cagli, Pericle Fazzini, Mirko e Afro Basaldella. Nel 1935 si trasferisce a Milano per il servizio militare. Qui  stringe amicizia con altri artisti come Renato Birolli, Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Lucio Fontana ed intellettuali come Salvatore Quasimodo, Raffaele de Grada, Elio Vittorini, Antonio Banfi, Raffaele Carrieri ed Edoardo Persico. Malgrado queste amicizie, fondamentali per l’esperienza politica e culturale del Gruppo di Corrente, il periodo milanese è contrassegnato da una profonda depressione testimoniata dalle poesie scritte in quegli anni, causata probabilmente anche dalle durissime condizioni economiche che lo opprimono nel capoluogo lombardo. Nel 1937 torna definitivamente a Roma ed il suo studio diviene presto uno dei centri intellettuali più vivaci ed interessanti della vita culturale della capitale. Nascono in questi anni molte delle sue straordinarie nature morte, la Fucilazione in campagna (dedicata a Federico Garcia Lorca), la Fuga dall’Etna, con cui vince l’importantissimo Premio Bergamo. Nella stesso periodo conosce Mimise Dotti che sarà sua compagna per tutta la vita.  All’inizio degli anni Quaranta realizza la Crocefissione, la sua opera più famosa ed uno dei quadri più significativi del Novecento. Successivamente lascia Roma per motivi politici e partecipa attivamente alla resistenza antifascista, esperienza da cui nasce, come testimonianza artistica, la serie Gott mitt Uns, disegni realizzati con gli inchiostri delle tipografie clandestine. Nel dopoguerra conosce a Parigi Pablo Picasso e fonda, insieme Renato Birolli, Emilio Vedova e  Giuseppe Marchiori, il movimento Fronte Nuovo delle Arti, impegnato politicamente nel recupero delle esperienze artistiche europee censurate durante il ventennio fascista.

Oltre che nella pittura e nella critica, Guttuso realizza le scenografie di importanti rappresentazioni teatrali tra le quali Lady Macbeth di Sostakovic, Madre Coraggio e i suoi figli di Brecht ed Il Contratto di Eduardo de Filippo. Tra i riconoscimenti più importanti si menzionano il Premio del Consiglio Mondiale per la Pace a Varsavia nel 1950, la partecipazione a numerose edizioni della Biennale di Venezia ed il Premio Lenin a Mosca nel 1972. Tra le grandi mostre dedicate al suo lavoro in tutto il mondo si ricordano quelle presso il Museo Puskin di Mosca,  il Museo Stedelick di Amsterdam, il Palais de Beaux Arts di Charleroi all’inizio degli anni Sessanta, il Palazzo dei Normanni di Palermo, il Museo d’Arte Moderna di Parigi e L’Accademia di Belle Arti di Mosca negli anni Settanta, Palazzo Grassi di Venezia negli anni Ottanta.  A partire dal 1973, Guttuso seleziona un gran numero di opere che dona alla città natale di Bagheria dove, dopo la sua morte avvenuta nel 1987, gli viene dedicato il Museo Civico, ad oggi detentore del più importante numero di opere dell’artista. Del lavoro di Renato Guttuso si sono occupati critici ed intellettuali di fama internazionale e le sue opere fanno parte di importantissime collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Opere grafiche

Emilio Greco

Emilio Greco nasce nel 1913 a Catania. A tredici anni inizia a lavorare come apprendista scalpellino presso un architetto locale dedito alla realizzazione ed al restauro di monumenti civici. Inizia ad esporre nel 1933 e, dopo aver frequentato l’Accademia di Palermo, nel 1934 intraprende il servizio di leva presso il Regio Esercito che lo porterà a combattere alcune battaglie in Albania ed in Africa.

Nel 1948 inizia ad insegnare presso il liceo artistico di Via Ripetta a Roma, dove poi diverrà titolare della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti. Le radici della sua ricerca stanno nei recuperi figurativi degli anni Venti e Trenta, ispirati a ideali di solidità e chiarezza mediterranea, arcaizzante, classica e neo-etrusca. Aspetto fondamentale del suo lavoro è il dialogo con la tradizione e con la classicità che traspare nei lavori da scultore così come in quelli da disegnatore ed incisore.

Tra le opere più famose si ricordano la scultura di Pinocchio e la Fatina del 1956 collocata nel Parco di Collodi, il monumento a Papa Giovanni XXIII° a San Pietro del 1970 e dello stesso anno le porte del Duomo di Orvieto. Tra i riconoscimenti più importanti si ricordano il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia nel 1956, la Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte nel 1961, il Premio dell’Accademia dei Lincei per l’Incisione nel 1993 e la nomina di Accademico di San Luca. Oltre che in importanti musei italiani, le sue opere si trovano in alcuni dei più famosi musei del mondo tra i quali si segnalano la Tate Gallery di Londra, la Estorik Collection di Londra, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Puskin di Mosca. Emilio Greco muore a Roma nel 1995.

Opere grafiche

Franco Fortunato

Franco Fortunato nasce a Roma nel 1946. Si forma artisticamente da autodidatta attraverso lo studio della pittura italiana del Trecento e del Quattrocento, dei Fiamminghi e di alcuni Americani del primo Novecento. Il suo stile si caratterizza per la linearità e la purezza figurativa e del disegno, la sintesi ed il rigore geometrico in un contesto di fantastica surrealtà e di metafisica.

Dopo le prime esperienze giovanili, negli anni Settanta inizia ad esporre con il Gruppo Figurale Il Babuino, distaccandosene più avanti alla ricerca di un proprio linguaggio e di una completa autonomia di azione. È in questo momento che nasce il suo particolare metodo di lavorare per “cicli” che divengono oggetto di numerose mostre in gallerie private e spazi pubblici di Italia, Svizzera, Francia, Belgio, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Argentina, Stati Uniti e Canada.

Tra i più importanti si ricordano Storie del parco e Barboni che dipinge tra il 1980 e il 1985, Racconti per l’Europa del 1992, Pinocchio nel 1994. Nella seconda metà degli anni Novanta realizza Inventario e Città invisibili, ciclo quest’ultimo dedicato ad una lettura di Italo Calvino, e poi Ritrovamenti e Città ritrovate. Sottesa temporalmente e tematicamente rimane sempre la figura del Vagabondo, una figura poetica che attraversa quasi ininterrottamente tutto il percorso artistico di Fortunato. Un personaggio che compare nel 1980 e vive la propria esistenza vestendo varie sembianze e vivendo le problematiche più diverse. Nel 2000 torna su temi letterari producendo il ciclo dedicato al Piccolo Principe, nel 2003 Architetture fantastiche, nel 2005 Moby Dick. Nel 2010 dipinge il Drappellone del Palio di Siena e nel 2012 a Carpineto Romano realizza il monumento dedicato all’anniversario dell’Unità d’Italia. Sempre nel 2012 realizza le scene per Il Corsaro di Giuseppe Verdi, messo in scena al Teatro Verdi di Trieste nel gennaio 2013, in occasione del bicentenario verdiano. Sempre nel 2013 dipinge il ciclo dedicato a Il Flauto Magico. Nel 2016 Franco Fortunato presenta per la prima volta negli spazi di Palazzo della Cancelleria a Roma il nuovo grande ciclo pittorico ed il film de La storia della Querina, dedicati alle gesta quattrocentesche del mercante veneziano Pietro Querini. Tale è il successo che nel 2017 la mostra viene poi ospitata dal Consiglio regionale del Veneto nelle sale di Palazzo Ferro Fini e presso la Fondazione Villa Fabris di Thiene, e nel 2018 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona.

Opere uniche

Salvatore Fiume

Salvatore Fiume nasce a Comiso nel 1915. A sedici anni vince una borsa di studio per il Regio Istituto per l’Illustrazione del Libro di Urbino dove acquisisce una profonda conoscenza delle tecniche della stampa d’arte: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia. Nel 1936, terminati gli studi, si reca a Milano dove conosce artisti e intellettuali fra cui Dino Buzzati e Salvatore Quasimodo. Nel 1938 si trasferisce a Ivrea, presso la Olivetti, come direttore artistico di una rivista culturale, particolarmente cara al presidente Adriano Olivetti. Nel 1943 Fiume ottiene il suo primo successo con un’opera letteraria, il romanzo autobiografico Viva Gioconda!.

Per potersi dedicare completamente alla pittura, nel 1946 lascia la Olivetti e si stabilisce a Canzo, vicino a Como, dove adatta a studio un’enorme filanda dell’Ottocento che dal 1952 diviene la sua residenza definitiva ed oggi è la sede della Fondazione a lui intitolata. Nel 1948, poiché la sua pittura, fortemente influenzata dal Quattrocento italiano e dalla pittura metafisica di De Chirico, Savinio e Carrà, fatica ad imporsi, dipinge ed espone con successo una serie di dipinti ispirati alla tradizione e al folklore spagnoli, firmandoli Francisco Queyo, un pittore gitano inesistente di cui inventa la storia di perseguitato politico esule a Parigi. Nel 1949 tiene la sua prima mostra ufficiale, sempre a Milano, dove le sue Isole di statue e Città di statue suscitano molto interesse presso la critica ed il direttore delle Collezioni del MoMA di New York, Alfred H. Barr Jr, acquista la Città di statue del 1947 per il prestigioso museo americano. Nel 1950 Alberto Savinio favorisce la sua partecipazione alla Biennale di Venezia dove espone il trittico Isola di statue, ora nella collezione dei Musei Vaticani. Risale agli anni Cinquanta anche la prima esperienza di Fiume nella scenografia, attività  che proseguirà con successo per tutta la vita lavorando per i più grandi teatri dell’opera italiani ed europei. Nel 1951 l’illustre architetto Giò Ponti gli commissiona un enorme dipinto di 3 metri per 48 metri per il salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria. Fiume vi rappresenta una immaginaria città rinascimentale italiana ricca di capolavori d’arte di varie epoche storiche che purtroppo va perduta nell’affondamento della nave al largo dell’isola di Nantucket in  Massachusetts nel 1956. Nel 1953 le riviste Life e Time gli commissionano, per le loro sedi di New York, una serie di opere raffiguranti una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York, che Fiume reinventa come Isole di statue. Fra il 1949 e il 1952, su invito dell’industriale Bruno Buitoni Sr, Fiume realizza un ciclo di dieci grandi dipinti sul tema delle Avventure, sventure e glorie dell’antica Umbria, oggi conservati a Perugia nella Sala Fiume di Palazzo Donini. In occasione della grande antologica del 1974 al Palazzo Reale di Milano, Fiume realizza una riproduzione in polistirolo, a grandezza naturale, di una parte delle rocce dipinte nella valle di Babile in Etiopia durante un viaggio nel 1973, occupando quasi interamente l’enorme Sala delle Cariatidi. Nella stessa occasione presenta per la prima volta la Gioconda africana, ora nei Musei Vaticani. Negli anni Settanta Fiume comincia a produrre opere con la tecnica della scultura ed alcune di esse sono oggi collocate in luoghi di grande importanza come il Parlamento Europeo di Strasburgo, le sedi di Milano e Roma dell’ospedale San Raffaele, la città di Marsala con il gruppo della Fontana del Vino ed il Museo del Parco di Portofino.

Tra le altre grandi mostre si ricordano quelle a Roma presso Castel Sant’Angelo nel 1985 e presso Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, nel 1992. Sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo tra i quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di San Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d’Arte Moderna di Milano. Fiume muore a Milano nel 1997.

Opere grafiche

Mario Ferrante

Mario Ferrante nasce a Roma nel 1957 e, ancora bambino, si trasferisce in Brasile al seguito della famiglia. Qui compie i primi studi e inizia a dedicarsi al disegno e alla pittura frequentando lo studio di un artista di San Paolo.

Nel 1970 rientra in Italia e fissa la sua residenza a Benevento, città d’origine dei suoi genitori dove ancora oggi vive e lavora. Qui frequenta il locale liceo artistico e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il forte legame con il Brasile non si interrompe ma anzi si alimenta di regolari soggiorni poiché parte della famiglia vi rimane stabilmente. La prima formazione è improntata anche alla realizzazione di opere di carattere sacro e la zona del beneventano è quella che maggiormente testimonia tutt’oggi questa importante attività. A partire dalla metà degli anni Ottanta, Mario Ferrante inizia una regolare attività espositiva nazionale ed internazionale che lo porta ad allacciare collaborazioni con importanti gallerie. Le sue opere entrano a far parte di numerose collezioni pubbliche e private.

Tra le tappe più significative del percorso di Ferrante si ricordano la prima personale nel chiostro di Sant’Andrea delle Fratte a Roma nel 1977, la mostra al Museo del Sannio di Benevento nel 1990, la partecipazione al progetto Alitalia per l’Arte con le esposizioni nelle sale Freccia Alata degli aeroporti J.F. Kennedy di New York,  Malpensa di Milano e Leonardo Da Vinci di Roma, la mostra al National Art Club di New York nel 1999, la mostra Maschere ed anime presso il Maschio Angioino di Napoli nel 2003,  Ubique vacuum a Palazzo Venezia di Roma nel 2007 e, nello stesso anno, Le ombre della croce del Sud nuovamente al Maschio Angioino di Napoli, Sinfonia di Berlino. Negro no coração presso l’Ambasciata del Brasile in Germania nel 2010 e, nello stesso anno, con Work in progress. A bênção da mãe de santo nuovamente al Museo del Sannio di Benevento, e ancora Ventre molle. Napoli come Rio al Castel dell’Ovo di Napoli nel 2013 e, nello stesso anno, Oltre il cielo. L’aria ed il cuore presso l’Ambasciata del  Brasile in Italia e infine L’amore al tempo delle stelle cadenti presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga nel 2016.

Inoltre Ferrante ha realizzato importanti opere commemorative in bronzo quali, nel 2010, la scultura dedicata al Principe longobardo Arechi II posizionata nel centro di Benevento e, nel 2011 in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, il gruppo monumentale dedicato all’Eccidio di Pontelandolfo, ivi collocato.

Opere uniche

Opere grafiche

Marta Czok

Inglese di origini polacche, Marta Czok nasce a Beirut  in Libano nel 1947. L’anno successivo si trasferisce con la famiglia a Londra dove frequenta la St Martin’s School of Art, partecipando già giovanissima alla Royal Academy Summer Exhibition.

Nel 1974 si trasferisce in Italia e nel lungo corso della sua carriera artistica espone in numerosi spazi pubblici e privati in Europa e Stai Uniti d’America. Nel 1998, dopo aver preso parte al progetto Alitalia per l’Arte, la compagnia aerea le commissiona un trittico dedicato alla Perdonanza Celestiniana che viene esposto al Castello de L’Aquila per essere poi donato a Papa Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno. Nel 2000, in occasione del Giubileo, prende parte alla mostra Roma Jubilans su invito dell’Ambasciata Francese presso la Santa Sede. Nel 2005 si tiene la prima antologica presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma.  Nel 2008 la televisione nazionale polacca le dedica un documentario nel quale si evidenzia il rapporto tra il suo lavoro e la seconda guerra mondiale e nel 2009, negli spazi di Palazzo Ferrajoli a Roma, presenta per la prima volta il ciclo I bambini nella guerra e nella Shoah, che viene poi riproposto nel 2010 al Museo Civico di Albano Laziale e nell’ex Sinagoga tedesca di Padova.

Tra le mostre pubbliche più recenti meritano una particolare segnalazione la mostra About Us presentata nel 2011 a Palazzo dei Papi di Viterbo e  a Palazzo Zuckermann di Padova e nel 2012 a Palazzo Zenobio di Venezia, la mostra Icons&Idols presso il MACRO  Testaccio di Roma nel 2013, l’antologica presso il Castello di Calatabiano nel 2014, la mostra Mother Rome presso Il Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese a Roma nel 2016, la mostra presso l’Istituto di Cultura Italiano di Varsavia nel 2017 e da ultimo la mostra Metropolis presso il Magione Arts District di Palermo in concomitanza con le manifestazioni Palermo Città della Cultura 2018 e Manifesta Biennal. Marta Czok vive e lavora a Castel Gandolfo.

Opere uniche

Opere grafiche

Roberta Correnti

Roberta Correnti nasce a Roma nel 1945. Frequenta il liceo artistico di via Ripetta dove perfeziona la propria ricerca che fin da giovanissima si concentra sul disegno e sulla pittura. Sono gli anni vicini al ’68 ed il tormento delle cose e degli animi, la contestazione romantico-giovanile, incontrano dialetticamente il suo spirito sensibile. Successivamente si interessa alla scultura, all’acquaforte e alla litografia. Soprattutto con quest’ultima tecnica produrrà, nel corso degli anni a venire, diverse opere di pregiatissima fattura.

Entra a far parte del gruppo Il Ferro di Cavallo dove frequenta artisti e intellettuali quali Franz Borghese, Daniela Romano, Giorgio Fasan, Dario Bellezza, Roberto D’Ercole, Massimo Antoci e Alessandro Haber. Parallelamente collabora con alcune botteghe di restauro, esperienza questa che la porta ad affinare un personale gusto per i linguaggi pittorici classici che, inevitabilmente, la influenzano in un incessante rimando alle atmosfere fuori dai tempi contemporanei che compongono ancora oggi la sua inconfondibile cifra stilistica. Nel 1965, alla Galleria Sula di Roma, tiene la prima di tante mostre che seguiranno in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero.

Tra tutte si ricordano le esposizioni a Palazzo Braschi di Roma nel 1976, alla Western Australia Art Gallery di Perth nel 1978, al Palazzo Municipale di Ostiglia nel 1987, a Palazzo Corvaja di Taormina nel 1991, presso la Sala Freccia Alata di Alitalia dell’Aeroporto J. F. Kennedy di New York nell’ambito del progetto Alitalia per l’Arte nel 1997. Nel 1998 partecipa ad un’importante collettiva nell’ambito degli eventi ufficiali di Umbria Jazz che si snoda tra la Rocca Paolina di Perugia e il Palazzo del Popolo di Orvieto. Roberta Correnti vive e lavora a Formello.

Opere uniche

Opere grafiche

Angelo Colagrossi

Angelo Colagrossi nasce a Roma nel 1960 dove tuttora vive e lavora. In giovanissima età si dedica per alcuni anni al disegno presso lo studio del pittore siciliano Valente Assenza, xilografo e scultore di formazione classica. Frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, allora diretta da Giulio Turcato e si iscrive poi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma laureandosi in Studi storico-artistici.

La sua attività espositiva ha inizio a Roma nel 1986 con una personale a Palazzo Valentini. Da allora sue mostre personali si sono tenute in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nei primi anni di attività artistica la sua pittura è stretta nel connubio tra il disegno di grandi corpi di donna – a carbone steso con le mani – e l’uso avaro del colore, sostanzialmente grigi, neri e qualche rosso, nella direzione di un lirismo significante. Alla fine degli anni Ottanta la sua famiglia si trasferisce a Sana’a, nello Yemen, e l’artista, dopo una permanenza nel paese, rimane affascinato dalla cultura mediorientale e successivamente da quella orientale. Tale fascinazione comparirà poi largamente in forma di citazioni nella sua produzione pittorica, su tela e su carta, in particolare a partire dagli anni Duemila. All’inizio dei Novanta, spinto dal desiderio di allontanarsi dalla città, inizia a lavorare nella sua casa di campagna a Todi dove nascono molte tematiche e cicli pittorici. Tra questi si ricordano i primi Alberi d’argento, i Pc e le prime Sagome, tutt’ora largamente presenti nella sua poetica. Tra le esposizioni di questo periodo ricordiamo la mostra personale a Palazzo Acito di Sasso Barisano vicino Matera e la partecipazione alla collettiva L’Arte a Roma, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma negli spazi dell’Ex Mattatoio di Testaccio. Dalla fine di quel decennio la pittura di Colagrossi comincia a subire un cambiamento strutturale che, lentamente, si radicalizza verso forme sintetiche dove il linguaggio si semplifica fino all’eliminazione di alcuni “decori” che avevano caratterizzato il suo percorso precedente. Tale semplificazione si manifesta già nell’uso delle carte, supporti che gli hanno consentito di attuare quel valore di sottrazione iconografica arrivando, così, ad una sintesi nelle composizioni.

Negli anni Duemila inizia il ciclo Molto moltissimo anzi troppo, nucleo di opere di grandi dimensioni che segnano una svolta con il passato dando inizio a una nuova fase pittorica. Quantità eccessive di oggetti e di merci, simbolo del mondo dei consumi, cadono nel vuoto stagliandosi su fondali piatti, bidimensionali. L’azzeramento della terza dimensione acquisisce metaforicamente il significato della perdita della dimensione del passato e del futuro riducendo tutto ad un qui ed ora. Sono di questi anni, tra le tante, le mostre presso la Sala Freccia Alata di Alitalia dell’Aeroporto Milano Malpensa, presso la sede della società KPMG di Berlino, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, presso Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno. E’ invitato, inoltre, ai Premi Sulmona, Morlotti, Michetti, Ferrazzi e Campomarino ed ad importanti collettive tra le quali si citano quelle presso il Ministero degli Affari Esteri a Roma, il Gezira Art Center de Il Cairo, il Creativity Art Center di Alessandria d’Egitto. Nel 2011 insieme ad altri artisti italiani viene invitato ad Hangzhou nell’ambito di un gemellaggio culturale tra Italia e Cina che produrrà due mostre collettive, una presso la Hen Lu Gallery di Hangzhou e l’altra presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Dalle suggestioni riportate da questo viaggio si precisa, nell’artista, un interesse per la ceramica, già scoperto precedentemente in Sicilia, che si concretizza nella realizzazione di un ciclo di Sagome in terracotta smaltata. Lo stesso tema viene ripreso nel 2014, nell’ambito di un progetto curato dall’antropologo Giorgio de Finis che vede coinvolti molti artisti italiani e stranieri, su una delle due grandi pareti dipinte al MAAM di Roma, Museo dell’Altro e dell’Altrove, dove figure femminili mute dai profili occidentali, africani, orientali sottolineano un interesse preciso dell’artista per le differenze, le varietà così fortemente messe in crisi dalla dimensione globalizzata della società. Nel 2015 torna in Cina per una residenza a Ningbo, nell’ambito del progetto One Belt and One Road, ed espone  presso il Ningbo City Exhibition e  presso  il Jiangbei Art Culture Center. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.

Opere uniche

Opere grafiche

Angelo Colagrossi | Miaserigrafia

Tommaso Cascella

Tommaso Cascella nasce a Roma nel 1951. Discendente di una tradizione familiare lunga più di un secolo, vive i linguaggi artistici come un’espressione naturale della propria persona. La sua pittura è incline a una trasposizione tridimensionale in simbiosi con la tecnica scultorea. Le intense composizioni cromatiche di Cascella sono vere e proprie architetture costellate di simboli, quasi un alfabeto alchemico carico di significati universali. Pittura e scultura vengono trattate con la volontà di contaminare la vista con il tatto, la superficie liscia del colore con una stratificazione di gesti e segni, il piano ideale della pittura con vistosi inserti materici. I titoli delle opere sono spesso presi in prestito da poesia e letteratura, altre sue grandi passioni.

Nel 1981 fonda la rivista di arte e poesia Cervo Volante che verrà pubblicata fino al 1984. La direzione dei primi numeri è affidata al poeta Adriano Spatola e successivamente ad Edoardo Sanguineti e Achille Bonito Oliva. Nei primi anni Ottanta comincia ad esporre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estro.  Sue opere vengono acquisite nelle collezioni di importanti musei in Giappone, Cina, Taiwan. Nel 1995 viene nominato “Accademico per la scultura” dell’Accademia di San Luca. Tra le mostre più recenti in Italia si ricordano Linguaggio dell’iride presso il Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta nel 2006, e nello stesso anno la personale al Museo Archeologico di Terni. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia con la scultura Cielo rovesciato e nel 2012 espone a Palazzo Aldobrandini a Roma per il progetto Arte in regola. Nello stesso anno presenta la mostra Tra memoria e invenzione presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Tommaso Cascella vive e lavora a Bomarzo.

Opere grafiche

Michele Cascella

Michele Cascella nasce ad Ortona vicino Chieti nel 1892. Dopo aver svolto le prime attività artistiche sotto la guida del padre Basilio, nel 1907 tiene, assieme al fratello Tommaso, la sua prima mostra personale nelle sale della Famiglia Artistica Milanese. Nel 1909, sempre col fratello Tommaso, allestisce una mostra nella Galleria Druet di Parigi, partecipando nello stesso anno al Salon d’Automne. Nel 1911 organizza una mostra di disegni a pastello nel ridotto del Teatro dell’Opera di Roma.

Tra il 1914 ed il 1915 collabora a La Grande Illustrazione pubblicata dal padre Basilio con disegni ed illustrazioni grafiche, esponendo nel 1917 al Salone dell’Associazione della Stampa e nella Galleria Centrale d’arte a Milano. Prende parte alla prima guerra mondiale. A Roma, nel 1919, tiene una mostra personale alla Galleria Bragaglia e conosce in quella occasione Carlo Carrà che consente poi il trasferimento della mostra a Milano nella Galleria Lidel. Nel 1920 si stabilisce definitivamente a Milano dove frequenta con entusiasmo il poeta Clemente Rebora, da cui trae ispirazione per la realizzazione di alcune sue opere. Dal 1928 al 1932 viaggia tra l’Italia e Parigi dove, nel 1937, gli viene assegnata la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale. Nel 1938 esegue le scenografie dell’opera Margherita da Cortona rappresentata al Teatro alla Scala. Dal 1928 al 1942 è presente a tutte le edizioni della Biennale d’arte di Venezia, e nell’edizione del 1948 avrà una sala personale. Dal 1938 risiede a Portofino che diventa una fonte d’ispirazione delle sue opere tarde. Tra il 1937 e il 1938 realizza un grande mosaico nella nuova stazione di Messina Marittima, raffigurante Mussolini che, in una visita a Palermo, “elevava la Sicilia all’onere di essere il Centro dell’Impero”. Dopo la seconda guerra mondiale si fanno più frequenti le mostre all’estero: negli anni Cinquanta e Sessanta a Parigi e Sud America, soprattutto Buenos Aires e Montevideo, e Stati Uniti. E proprio in California si stabilisce per lunghi periodi di tempo, alternando periodi di permanenza in Italia, nei pressi di Colle Val d’Elsa, ed in Europa.

I soggetti più rappresentati sono fiori, campi di grano e papaveri, i paesaggi abruzzesi e Portofino. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Michele Cascella muore a Milano nel 1989.

Opere grafiche

Angelo Camerino

Angelo Camerino nasce a Greccio vicino Rieti nel 1932. Oltre che alla pittura dedica, fin da giovane, un vivo e particolare interesse per il restauro e le tecniche della scultura, della grafica e dell’affresco che approfondisce attraverso un’importante esperienza “artigiana”. Artista scienziato e straordinario conoscitore e studioso dei materiali più diversi, Angelo Camerino sente la pittura e la scultura come un atto alchemico dove la ricerca è improntata all’unità di natura e specie. Attraverso l’uso della fiamma e della saldatrice, lamiere, bronzi, marmi e legni recuperano la loro sostanza estrema, incorrotta e incorruttibile.

A partire dagli anni Settanta comincia ad esporre in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero. Tra le mostre di maggior rilievo  si ricordano le personali a Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1972, al Maschio Angioino di Napoli nel 1976, e all’inizio degli anni Novanta nuovamente a Roma negli spazi del Palazzo dei Congressi. Diversi le sue opere ed i suoi interventi di restauro nei palazzi storici e nelle chiese di Roma: tra gli altri si menzionano una pala di altare in Vaticano, nella Cappella della Sala Nervi, una pala sacra a Palazzo Simonetti, un trittico in legno presso il Vicariato. Inoltre le sue sculture sono state spesso consegnate come premi nell’ambito di premi e kermesse legati al mondo della cultura e dello spettacolo. Angelo Camerino muore a Roma nel 2017.

Sculture

Ennio Calabria

Ennio Calabria nasce a Tripoli nel 1937. Nel 1955 consegue la maturità artistica e frequenta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua prima personale alla galleria La Feluca di Roma si svolge nel 1958, anno in cui è immediatamente individuato dalla critica d’arte fra i pittori più significativi della generazione emersa tra il 1950 e il 1960. Testimone attento del suo tempo, la sua pittura è rivolta sia al territorio sociale che a quello esistenziale.

Nel 1959 partecipa per la prima volta alla VII Quadriennale d’Arte di Roma. Sarà presente anche alle edizioni del 1972, del 1986 e del 1999. Nel 1961 insieme ai pittori Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani, e ai critici Del Guercio, Micacchi e Morosini fonda il gruppo Il pro e il contro che diventa un forte punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia. Nel 1964 è invitato alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e dal 1974 al 1978 è membro del Consiglio Direttivo. Nel 1985 espone alla Gucci’s Gallery di New York e nello stesso anno realizza la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana, a Milano; ripresentata nel 1987 a Roma, a Castel Sant’Angelo. In quell’occasione viene pubblicata un’ampia monografia con saggi critici di M. De Micheli, G. Carandente. Nel 1988 il Musée Municipal di Saint Paul De Vence ospita una sua significativa mostra presentata da André Verdet e nel 1990 è allestita una sua retrospettiva nella Chiesa del Carmine a Taormina. Negli anni Novanta, con il ciclo di opere Ambiguità dell’intravisto, inaugura una pittura in continua ricerca della definizione più profonda dell’identità e della forma del mondo e dell’arte. Il tema che la pervade è la ininterrotta metamorfosi del soggetto messo alla prova con l’esperienza disarmante della sempre più elevata velocità degli scambi sociali. Nel 2001 si tiene un’importante retrospettiva al Museo Archeologico Nazionale di Chieti, e nel 2003, accompagnata da una mostra itinerante, esce la monografia Quasi la forma a cura di R. Pedonesi, con testi di M. Di Capua e A. Romoli Barberini.

Dal 2002 al 2005 realizza la serie di ritratti, intensi e drammatici, ispirati a Giovanni Paolo II, in parte pubblicati nel 2002 nel volume La forma cerca forma, con testi di M. Tonelli, di I. Mitrano, A. Gianquinto, accompagnato da un video di A. Cimaglia e A. Pedonesi. Successivamente l’intero ciclo è stato esposto, insieme ad un nuovo emblematico nucleo di opere, in varie sedi pubbliche: La forma cerca forma – verso le cose al Museo Vittoria Colonna di Pescara e alla Reggia di Caserta nel 2004; La forma della percezione ai Magazzini del Sale di Siena e Latenze della luce, a cura di G. Simongini al Palazzo dei Normanni di Palermo nel 2005. I ritratti del Papa rappresentano un momento importante di questa lunga ricerca che prosegue sempre con maggiore incisività nell’esplorazione del carattere di instabilità che connota sempre più i rapporti sociali e la stessa vita del pensiero. Sul piano del linguaggio pittorico questa condizione di spaesamento viene assunta dall’artista come necessaria al costituirsi di una diversa forma di soggettività che muova verso l’identificazione di una forma che cerca forma. Nel 2008 inizia un nuovo ciclo di ritratti dal titolo Un volto e il tempo, esposto al Museo dello Splendore a Giulianova a cura di C. F. Carli e tiene al Museo Arcidiocesano Cardinal Karol Wojtyla di Cracovia la mostra del ciclo dedicato a Giovanni Paolo II. Ultima mostra itinerante, a cura di F. De Santi, La forma da dentro viene presentata alla Fondazione Matalon di Milano e ai Musei Civici di Villa Paolina Bonaparte a Viareggio. Nel 2017 viene pubblicato il libro di Ida Mitrano Ennio Calabria. Nella pittura la vita che ricostruisce la trama di un percorso dove vita, pensiero e arte appaiono da sempre inscindibili, un corpus unico. Per la prima volta, in occasione dei suoi ottant’anni, Ennio Calabria, artista storicamente riconosciuto e di grande spessore culturale, è restituito attraverso queste pagine che rivelano il carattere inedito del suo processo creativo e la potenza espressiva e iconografica della sua pittura. Ennio Calabria vive e lavora a Roma. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane ed internazionali.

Opere uniche

Opere grafiche

Franz Borghese

Franz Borghese nasce a Roma nel 1941. Riceve la prima formazione frequentando il liceo artistico di via Ripetta dove insegnano Domenico Purificato, Giuseppe Capogrossi, Umberto Maganzini e Giulio Turcato.

Alla fine degli anni Cinquanta, a via Margutta, conosce Ugo Moretti e Sebastiano Sanguigni con i quali condivide il primo studio nel quartiere Parioli prima di trasferirsi in Prati dove conosce Daniela Romano che sarà sua compagna nella vita e nel lavoro.

Negli anni Sessanta, insieme a Daniela Romano, Roberta Correnti, Giorgio Fasan, Dario Bellezza, Roberto D’Ercole, Massimo Antoci e Alessandro Haber fonda il gruppo e l’omonima rivista Il Ferro di cavallo, e con alcuni realizza il film di pittura sperimentale neoespressionista La grande mela sulla società dei consumi. E’ del 1968 la sua personale a Roma e poco dopo subito negli Stati Uniti a Chicago. Gradualmente abbandona la pittura drammatica dai toni scuri e profondi e comincia a rappresentare, in un chiaro rimando alle poetiche di Grosz, Dix, Ensor, Maccari e Hoerle, le tipiche figure cariche di satira e sarcasmo che diverranno il segno distintivo della sua ricerca. E’ del 1970 la prima mostra di questo nuovo corso alla galleria Il Calibro di Roma. Da allora tiene numerose mostre personali in importanti gallerie private e spazi museali in Italia e all’estero.

Tra I cicli pittorici più imporntanti degli anni Settanta e Ottanta si menzionano La Nave dei Folli, I nuovi animali domestici,  Eduardo esce dal teatro, W la guerra, Gli orrendi misfatti di Phantomas e Storia della Grande Armée. Nel 1986 è invitato a presentare una grande personale al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Sono degli anni Novanta altri importanti cicli pittorici quali Invenzioni e scoperte, Le macchine volanti, I racconti del delitto, Il diario di un egocentrico ed Il concerto nell’uovo, esposti anch’essi in diverse città italiane e straniere. Nel 2003 l’antologica Rosso Borghese viene presentata alla Reggia di Caserta e nel 2005 a Roma si tiene la grande mostra di Palazzo Venezia. Franz Borghese muore improvvisamente nel dicembre dello stesso anno.

Opere uniche

Opere grafiche

Noleggio opere

La galleria d’arte EDARCOM EUROPA collabora con scenografi e case di produzione offrendo un servizio di noleggio, trasporto e allestimento delle opere selezionate per ambientazioni cinematografiche, televisive e teatrali.

La formula del noleggio può essere adatta anche per allestimenti in occasione di eventi privati, aziendali o istituzionali.

Per maggiori informazioni puoi chiamarci al numero 06 7802620 o scrivere a info@edarcom.it

Liste e carte regalo

Non c’è niente di più bello che regalare o farsi regalare un’opera d’arte. Le liste regalo e le carte regalo della galleria d’arte EDARCOM EUROPA sono la scelta ideale in occasione di cerimonie, matrimoni, compleanni, pensionamenti, ringraziamenti ed ogni altro tipo di evento meritevole di particolare attenzione.

Come funziona la lista regalo?

Il classico esempio è quello della lista di nozze, dove gli sposi scelgono cosa farsi regalare e comunicano ai loro invitati l’indirizzo di una pagina web dedicata sul nostro sito e la password per accedervi. Qui troveranno le immagini delle opere scelte e le istruzioni per la partecipazione attraverso il versamento delle quote che, ovviamente, potrà avvenire tramite bonifico, carta di credito o direttamente in galleria.

Come funziona la carta regalo?

In questo caso il classico esempio è quello del regalo collettivo dove tutti i partecipanti versano una quota, uguale o libera, per il raggiungimento di una somma. Un elegante gift card della galleria, reale o virtuale, con l’indicazione di tutte le informazioni necessarie, viene consegnata al destinatario che potrà decidere, secondo i propri gusti, cosa acquistare in galleria. Anche in questo caso le quote possono essere versate tramite bonifico, carta di credito o direttamente in galleria.

Se desideri maggiori informazioni chiamaci al numero 06 7802620 o scrivici a info@edarcom.it.

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COPPA (Children Online Privacy Protection Act)

 

When it comes to the collection of personal information from children under the age of 13 years old, the Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) puts parents in control. The Federal Trade Commission, United States’ consumer protection agency, enforces the COPPA Rule, which spells out what operators of websites and online services must do to protect children’s privacy and safety online.

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Fair Information Practices

 

The Fair Information Practices Principles form the backbone of privacy law in the United States and the concepts they include have played a significant role in the development of data protection laws around the globe. Understanding the Fair Information Practice Principles and how they should be implemented is critical to comply with the various privacy laws that protect personal information.

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CONCLUSE

Enrico Benaglia

Enrico Benaglia nasce nel 1938 a Roma dove vive e lavora. Negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, grazie all’autenticità della sua pittura, Benaglia entra in contatto con un mondo culturale di poeti e attori, tra i quali si ricordano Luciano Luisi, Renato Civello, Claudio Rendina, Mario Lunetta, Nanni Fabbri, Riccardo Cucciolla, Gabriella Sobrino, Umberto Serafini e Guido Ruggiero, che contribuiscono allo sviluppo e alla definizione del suo particolare mondo poetico.

A partire dagli anni Ottanta, Benaglia si colloca definitivamente nel panorama artistico nazionale grazie all’individuazione di un’iconografia originale e simbolica, legata al mondo favolistico e mitologico. Il forte successo di pubblico e di critica è confermato dal susseguirsi, a partire dagli anni Novanta, di grandi mostre istituzionali in Italia e all’estero. Tra tutte si ricordano Il salotto incantato presso il Castello de L’Aquila nel 1998, Stati di instabilità permanente presso Villa Letizia a Treviso nel 2000, Il giardino segreto presso il Museo del Vittoriano di Roma nel 2002, Geografia delle emozioni presso il Museo di Santa Maria della Scala a Siena nel 2004, Percorso interiore presso la Pinacoteca civica di Teramo nel 2007, Collages-Paintings presso la Pinacoteca Vitelli di Città di Castello nel 2008, Benaglia’s Circus presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2010, Splendore mediterraneo presso la Camera di Commercio di Catania nel 2011.

Alcuni dei suoi cicli pittorici più famosi sono stati esposti presso sedi atipiche e suggestive quali gli aeroporti Charles de Gaulle di Parigi e il JFK di New York, oltre che in sedi prestigiose come gli Istituti di Cultura Italiana di Strasburgo, di Madrid e di Vienna e ancora l’ambasciata d’Italia di Tallinn.

Opere uniche

Opere grafiche

Artisti

Ugo Attardi

Ugo Attardi nasce a Sori vicino Genova nel 1923. Dopo aver frequentato a Palermo il Liceo Artistico si iscrive, nel 1941, alla Facoltà di Architettura, non riuscendo tuttavia a seguirne i corsi a causa della guerra.

Giunto a Roma nel 1945, ospite di Pietro Consagra e di Renato Guttuso, ed ispirato dalle numerose iniziative culturali sorte nel dopoguerra, comincia l’attività di pittore. Nel 1948 condivide con Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanflippo e Giulio Turcato, l’esperienza di Forma Uno, movimento artistico di orientamento astratto.

Nei primi anni Cinquanta, suggestionato dalle opere di Francis Bacon e di George Grosz, muta stile allontanandosi dall’astrattismo ed orientando la sua ricerca verso un maggiore espressionismo. Partecipa alla XXVI^ e alla XXVII^ edizione della Biennale di Venezia iniziando negli stessi anni la produzione incisoria, tecnica praticata durante tutta la sua carriera.

Nei primi anni Sessanta partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali esponendo a Praga, Mosca, Los Angeles, Londra, Parigi, Berlino, New York. Nel 1961, insieme a Ennio Calabria, Fernando Farulli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Renzo Vespignani ed ai critici Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Duilio Morosini, fonda a Roma Il Pro e il Contro, movimento nato dall’esigenza di contrapporsi all’astrattismo con una pittura di stampo figurativo.

I temi della conquista, dell’abuso di potere e del viaggio, ampiamente trattati nella sua opera scultorea, scaturiscono dalle riflessioni dell’artista durante un viaggio in Spagna. Nel 1971 vince il Premio Viareggio per la narrativa con il libro L’erede Selvaggio. Nel 1976 e nel 1982 l’artista viene omaggiato con due grandi mostre antologiche a Ferrara e Milano. Il Centre Georges Pompidou nel 1983 dedica alle sue sculture una manifestazione e un balletto ispirato alle sue opere.

Gli anni Novanta sono caratterizzati dalla realizzazione di importanti sculture come I sogni del Normanno realizzata nel 1992 per l’aeroporto di Palermo e L’Ulisse collocata nei giardini di Battery Park di New York nel 1997. Muore a Roma nel 2006. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane ed internazionali.

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La Galleria Edarcom Europa

Gianfranco Ciaffi fonda quella che oggi è la galleria d’arte EDARCOM EUROPA nel 1974 a Roma. Inizialmente l’attività principale si concentra sull’edizione e la commercializzazione di grafica dei maggiori artisti italiani ed internazionali della seconda metà del ‘900. Ancora oggi la galleria vanta una collezione di litografie, serigrafie ed incisioni, unica per numero e qualità delle opere: ai grandi Maestri del ‘900 si sono andati nel tempo affiancando i lavori di autori tuttora attivi nel panorama contemporaneo.

A partire dalla fine degli anni Ottanta una intensa programmazione espositiva porta negli spazi della galleria d’arte EDARCOM EUROPA in via Macedonia, nel cuore del quartiere Appio Latino, tra la città storica e il Parco dell’Appia Antica, le opere di molti tra i più significativi artisti italiani. La galleria d’arte EDARCOM EUROPA vanta inoltre una consolidata esperienza nell’organizzazione di mostre in spazi museali di primaria importanza.

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Artday sells premium design goods that may be limited editions or one-of-a-kind that range from fashion, accessories, homeware, furniture to art work.

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We work with our creators to use recommended and trusted shipping carriers for our featured sellers, but this may vary if the seller has a trusted / better alternative he/she is comfortable with.

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Galleria d’Arte Edarcom Europa
Via Macedonia, 12
00179 Roma

Tel. +39 06 7802620
Mob. +39 333 8999154

Orario d’apertura:
Da lunedì a sabato 10:30 – 13:00 e 15:30 – 19:30
*domenica e festivi su appuntamento

Metro:
Linea A | Stazione Ponte Lungo (900 metri ca.)

Bus:
628, 665 (fermata di fronte alla galleria)
360 (capolinea Piazza Zama a 300 metri)

La Galleria

Gianfranco Ciaffi fonda quella che oggi è la galleria d’arte EDARCOM EUROPA nel 1974 a Roma. Inizialmente l’attività principale si concentra sull’edizione e la commercializzazione di grafica dei maggiori artisti italiani ed internazionali della seconda metà del ‘900. Ancora oggi la galleria vanta una collezione di litografie, serigrafie ed incisioni, unica per numero e qualità delle opere: ai grandi Maestri del ‘900 si sono andati nel tempo affiancando i lavori di autori tuttora attivi nel panorama contemporaneo.

A partire dalla fine degli anni Ottanta una intensa programmazione espositiva porta negli spazi della galleria d’arte EDARCOM EUROPA in via Macedonia, nel cuore del quartiere Appio Latino, tra la città storica e il Parco dell’Appia Antica, le opere di molti tra i più significativi artisti italiani. La galleria d’arte EDARCOM EUROPA vanta inoltre una consolidata esperienza nell’organizzazione di mostre in spazi museali di primaria importanza.

Dal 2005 Francesco Ciaffi affianca il padre nella direzione della galleria d’arte EDARCOM EUROPA. Oggi, oltre che alla valorizzazione e alla promozione dei Maestri del catalogo storico, una particolare attenzione è rivolta nei confronti di artisti di formazione tradizionale ma allo stesso tempo impegnati in una seria ricerca contemporanea. Al fine di garantire alla propria clientela il piacere del collezionismo, sono ritenute peculiarità irrinunciabili l’originalità del linguaggio e il rapporto diretto di creazione tra artista e opera.

Al passo con i tempi, nel 2019 viene realizzato un nuovo sito per il commercio on line, una vera e propria vetrina dove poter visionare comodamente, in ogni luogo ed in ogni momento della giornata, le immagini e le caratteristiche di tutte le opere presenti in catalogo, avendo la possibilità di procedere all’acquisto con la garanzia e la sicurezza fornite da una galleria reale e con oltre quaranta anni di solida reputazione nel mercato dell’arte.