Le opere di Colagrossi, Czok, Ferrante e Mascetti parlano di Tabù al Giffoni Film Festival.

Il Festival cinematografico di Giffoni giunto alla sua 39° edizione rinnova l’appuntamento con l’arte e presenta la mostra “Artabù – icone della trasgressione” in esposizione al Convento di San Francesco di Giffoni dal 12 al 25 luglio. La mostra, che riprende il tema “Tabù” di questa edizione del Festival, propone le opere di 27 artisti contemporanei italiani e stranieri, che esprimono il rinnovamento del linguaggio artistico in relazione al rapporto tra arte e società.

L’arte, così come il cinema, ha in molti casi saputo raccontare la metamorfosi dei linguaggi umani e comportamentali anche in conseguenza dei condizionamenti dovuti allo sviluppo scientifico e tecnologico. La mostra “Artabù – icone della trasgressione” è suddivisa in tre principali nuclei tematici: l’uomo, la natura, la scienza, compresi nella loro declinazione antropica. L’elemento che accomuna tutti gli artisti invitati è senza dubbio la ricerca – ognuno secondo le proprie qualità artistiche e professionali– sia da un punto di vista contenutistico che espressivo. La mostra è patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dal Ministero per i Beni e Attività Culturali.

ARTISTI: Sergio Ceccotti, Andrea Chiesi, Angelo Colagrossi, Marco Colazzo, Marta Czok, Andrea Di Marco, Mauro di Silvestre, Mario Ferrante, Paolo Fiorentino, Massimiliano Giara, Francesco Impellizzeri, Pietro L. Campus, Massimo Livadiotti, Pietro Mancini, Piero Mascetti, Mauro Maugliani, Stefania Mileto, Gonzalo Orquín, Hannu Palosuo, Ekaterina Panikanova, Gioacchino Pontrelli, Eros Renzetti, Sandro Sanna, Claudio Spoletini, Francesca Tulli, Gennaro Vallifuoco, Marco Verrelli, Fernando Zucchi