"L'aria dipinta" - Mostra personale di Sigfrido Oliva

Dal 5 al 20 maggio 2006 la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa ospiterà presso la sede di via Macedonia, 16 a Roma, una mostra personale del Maestro Sigfrido Oliva intitolata “L’aria dipinta”.

La mostra, che raccoglie circa 30 opere rappresentative della produzione pittorica degli ultimi dieci anni, ben illustra il percorso cromatico e lo studio coloristico che da sempre contraddistinguono l’attività del Maestro. Gabriele Simongini, nel testo di presentazione pubblicato in catalogo, scrive che “Sigfrido Oliva si è portato dietro dalla natia Sicilia la memoria di una luce abbacinante e calda: essa è stata in qualche modo rinfrescata dall’esperienza diretta della luce mutevole e costantemente diversa che da sempre è una delle meraviglie romane, capace di ipnotizzare e rapire pittori di tutte le epoche e provenienze. E’ la luce romana a sedurre l’occhio e l’anima di Oliva, da quella più tersa e cristallina che rende tutto così solido e perfetto a quella più brumosa e rarefatta, dolcemente avvolgente. Ma col tempo e con quell’osservazione amorevole ed attenta che costituisce uno dei massimi pregi di quest’artista così sensibile, alla luce si è aggiunta una sostanza impalpabile e difficilissima da dipingere, l’aria, l’atmosfera”.

Nell’altro scritto pubblicato in catalogo Andrea Romoli Barberini afferma che “Oliva è il pittore dell’aria. Aria non sempre cristallina, ma viva, senza rumori; spesso ovattata come la carezza di certi pensieri decantati e offuscati dal tempo e dalla sua inarrestabile mobilità. L’amore per la grande lezione di Leonardo è palese e dichiarato. Queste atmosfere pulviscolari, quasi umide, animano i quadri di una luce che modula e modera i valori cromatici con un colore sussurrato - libero dalle gabbie del disegno - che l’artista usa per rappresentare senza attardarsi nel descrivere, trascurando con civetteria tutti i dettagli che affida invece al potere evocativo della pittura e alla sensibilità di chi guarda. Sono tutte suggestioni, queste delle opere incantate e sospese del siciliano, che riflettono palesemente il silenzio e la solitudine come condizione ottimale e necessaria per quel fare pensando che è la pittura”. Il catalogo che accompagna la mostra è inoltre corredato da un’ampia antologia critica.