Marta Czok

Inglese di origini polacche, Marta Czok nasce a Beirut  in Libano nel 1947. L’anno successivo si trasferisce con la famiglia a Londra dove frequenta la St Martin’s School of Art, partecipando già giovanissima alla Royal Academy Summer Exhibition.

Nel 1974 si trasferisce in Italia e nel lungo corso della sua carriera artistica espone in numerosi spazi pubblici e privati in Europa e Stai Uniti d’America. Nel 1998, dopo aver preso parte al progetto Alitalia per l’Arte, la compagnia aerea le commissiona un trittico dedicato alla Perdonanza Celestiniana che viene esposto al Castello de L’Aquila per essere poi donato a Papa Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno. Nel 2000, in occasione del Giubileo, prende parte alla mostra Roma Jubilans su invito dell’Ambasciata Francese presso la Santa Sede. Nel 2005 si tiene la prima antologica presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma.  Nel 2008 la televisione nazionale polacca le dedica un documentario nel quale si evidenzia il rapporto tra il suo lavoro e la seconda guerra mondiale e nel 2009, negli spazi di Palazzo Ferrajoli a Roma, presenta per la prima volta il ciclo I bambini nella guerra e nella Shoah, che viene poi riproposto nel 2010 al Museo Civico di Albano Laziale e nell’ex Sinagoga tedesca di Padova.

Tra le mostre pubbliche più recenti meritano una particolare segnalazione la mostra About Us presentata nel 2011 a Palazzo dei Papi di Viterbo e  a Palazzo Zuckermann di Padova e nel 2012 a Palazzo Zenobio di Venezia, la mostra Icons&Idols presso il MACRO  Testaccio di Roma nel 2013, l’antologica presso il Castello di Calatabiano nel 2014, la mostra Mother Rome presso Il Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese a Roma nel 2016, la mostra presso l’Istituto di Cultura Italiano di Varsavia nel 2017 e da ultimo la mostra Metropolis presso il Magione Arts District di Palermo in concomitanza con le manifestazioni Palermo Città della Cultura 2018 e Manifesta Biennal. Marta Czok vive e lavora a Castel Gandolfo.

Opere uniche

Opere grafiche