Emilio Greco

Emilio Greco nasce nel 1913 a Catania. A tredici anni inizia a lavorare come apprendista scalpellino presso un architetto locale dedito alla realizzazione e al restauro di monumenti civici. Inizia a esporre nel 1933 e, dopo aver frequentato l’Accademia di Palermo, nel 1934 intraprende il servizio di leva presso il Regio Esercito, che lo porterà a combattere alcune battaglie in Albania e in Africa.

Nel 1948 inizia a insegnare presso il liceo artistico di Via Ripetta a Roma, dove poi diverrà titolare della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti. Le radici della sua ricerca stanno nei recuperi figurativi degli anni Venti e Trenta, ispirati a ideali di solidità e chiarezza mediterranea, arcaizzante, classica e neo-etrusca. Aspetto fondamentale del suo lavoro è il dialogo con la tradizione e con la classicità che traspare nei lavori da scultore, così come in quelli da disegnatore e incisore.

Tra le opere più famose, si ricordano la scultura di Pinocchio e la Fatina del 1956 collocata nel Parco di Collodi, il monumento a Papa Giovanni XXIII a San Pietro del 1970 e dello stesso anno le porte del Duomo di Orvieto. Tra i riconoscimenti più importanti, si ricordano il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia nel 1956, la Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte nel 1961, il Premio dell’Accademia dei Lincei per l’Incisione nel 1993 e la nomina di Accademico di San Luca. Oltre che in importanti musei italiani, le sue opere si trovano in alcuni dei più famosi musei del mondo, tra i quali si segnalano la Tate Gallery di Londra, la Estorik Collection di Londra, l’Ermitage di San Pietroburgo e il Puskin di Mosca. Emilio Greco muore a Roma nel 1995.

Opere grafiche