Renato Guttuso

Renato Guttuso nasce nel 1911 a Bagheria, città che continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. Già nel 1924, appena tredicenne, comincia a firmare e datare i propri quadri, per lo più piccole tavolette dove copia i paesaggisti siciliani dell’Ottocento. Negli anni seguenti, comincia a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e l’ambiente artistico palermitano.

Nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva. Nel 1931 partecipa alla Quadriennale di Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani dell’epoca. L’anno seguente partecipa con altri pittori siciliani ad una mostra organizzata dalla Galleria del Milione di Milano e, trasferitosi a Roma, comincia a frequentare Mario Mafai, Francesco Trombadori, Corrado Cagli, Pericle Fazzini, Mirko e Afro Basaldella. Nel 1935 si trasferisce a Milano per il servizio militare. Qui  stringe amicizia con altri artisti come Renato Birolli, Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Lucio Fontana e intellettuali come Salvatore Quasimodo, Raffaele de Grada, Elio Vittorini, Antonio Banfi, Raffaele Carrieri ed Edoardo Persico. Malgrado queste amicizie, fondamentali per l’esperienza politica e culturale del gruppo di Corrente, il periodo milanese è contrassegnato da una profonda depressione, testimoniata dalle poesie scritte in quegli anni, causata probabilmente anche dalle durissime condizioni economiche che lo opprimono nel capoluogo lombardo. Nel 1937 torna definitivamente a Roma e il suo studio diviene presto uno dei centri intellettuali più vivaci ed interessanti della vita culturale della capitale. Nascono in questi anni molte delle sue straordinarie nature morte, la Fucilazione in campagna (dedicata a Federico Garcia Lorca), la Fuga dall’Etna, con cui vince l’importantissimo Premio Bergamo. Nella stesso periodo conosce Mimise Dotti che sarà sua compagna per tutta la vita.  All’inizio degli anni Quaranta realizza la Crocefissione, la sua opera più famosa e uno dei quadri più significativi del Novecento. Successivamente lascia Roma per motivi politici e partecipa attivamente alla resistenza antifascista, esperienza da cui nasce, come testimonianza artistica, la serie Gott mitt Uns, disegni realizzati con gli inchiostri delle tipografie clandestine. Nel dopoguerra conosce a Parigi Pablo Picasso e fonda, insieme Renato Birolli, Emilio Vedova e  Giuseppe Marchiori, il movimento Fronte Nuovo delle Arti, impegnato politicamente nel recupero delle esperienze artistiche europee censurate durante il ventennio fascista.

Inoltre, Guttuso realizza le scenografie di importanti rappresentazioni teatrali tra le quali Lady Macbeth di Dmitri Shostakovich, Madre Coraggio e i suoi figli di Bertolt Brecht e Il Contratto di Eduardo de Filippo. Tra i riconoscimenti più importanti si menzionano il Premio del Consiglio Mondiale per la Pace a Varsavia nel 1950, la partecipazione a numerose edizioni della Biennale di Venezia e il Premio Lenin a Mosca nel 1972. Tra le grandi mostre dedicate al suo lavoro in tutto il mondo, si ricordano quelle presso il Museo Puskin di Mosca,  il Museo Stedelick di Amsterdam, il Palais de Beaux Arts di Charleroi all’inizio degli anni Sessanta, il Palazzo dei Normanni di Palermo, il Museo d’Arte Moderna di Parigi e L’Accademia di Belle Arti di Mosca negli anni Settanta, Palazzo Grassi di Venezia negli anni Ottanta.  A partire dal 1973, Guttuso seleziona un gran numero di opere che dona alla città natale di Bagheria dove, dopo la sua morte avvenuta nel 1987, gli viene dedicato il Museo Civico, ad oggi detentore del più importante numero di opere dell’artista. Del lavoro di Renato Guttuso si sono occupati critici e intellettuali di fama internazionale e le sue opere fanno parte di importantissime collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Opere grafiche